22 ottobre 2019 – AGOT ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro Bonafede, al Ministro Gualtieri, ai sottosegretari dei Ministeri della Giustizia e delle Finanze, ai Presidenti delle Commissioni Giustizia e Finanze del Senato e della Camera, una richiesta di urgente intervento per la rivalutazione delle indennità dei GOT e per il pagamento delle attività fuori udienza svolte dagli stessi, nel rispetto dei principi costituzionali di diritto interno ed europeo e anche per assicurare ai cittadini un’efficiente amministrazione della giustizia.
10 ottobre 2019 – E’ stata diffusa la nota del Tribunale di Milano concernente le disposizioni per la procedura di conferma dell’incarico dei magistrati onorari, unitamente al Mod. AR in formato Word per l’autorelazione. Nella nota della Presidenza sono specificate le modalità di deposito ed indicato nel 15 novembre 2019 il termine per il deposito della domanda di rinnovo per chi di noi svolge le sue funzioni presso il circondario del Tribunale di Milano. Se avete informazioni sulle disposizioni di altre Presidenze di Tribunali non esitate a mandarcele all’indirizzo mail agot.nazionale@gmail.com: provvederemo alla loro pubblicazione.
9 ottobre 2019 – Come preannunciato, siamo stati ieri dal Presidente Dott.Roberto Bichi. L’incontro è stato molto positivo. Oltre ad aver espresso le sue intenzioni sull’ufficio per il processo, si è detto disponibile ad appoggiare AGOT. Un successone! Forti di questo risultato, proseguiremo con gli altri obiettivi che ci siamo posti, sia a livello locale che a livello nazionale con i soggetti che si occupano della riforma. Importante è il contributo che ciascuno vorrà e potrà dare. Forza AGOT!
8 ottobre 2019 – E’ ormai prossima la scadenza del termine per il deposito della domanda di conferma nell’incarico di magistrati onorari. Entro il 30 novembre 2019 dovrà essere depositata tutta la documentazione necessaria ai fini del rinnovo. AGOT ha ritenuto utile predisporre uno schema degli adempimenti necessari per concludere la procedura di conferma ed anche allegare i relativi moduli (Mod. C-Gop Domanda di Conferma e Mod. Ar Autorelazione) nonché la circolare del CSM (che indica la procedura di conferma) e quella del Consiglio Giudiziario (che individua criteri per la selezione dei verbali di udienza e dei provvedimenti dei magistrati onorari).
10 settembre 2019 – AGOT, nel porgere al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro Bonafede e a tutti componenti del neo-costituito Governo il miglior augurio per una proficua attività nell’interesse del Paese, chiede loro un urgente confronto al fine di verificare congiuntamente le modalità di riordino della disciplina della magistratura onoraria, per assicurare ai cittadini, oltre che ai magistrati onorari stessi, un’efficiente amministrazione della giustizia nel rispetto dei principi costituzionali di diritto interno ed europeo. In particolare, AGOT evidenzia che nonostante la creazione della funzione unica di magistrato onorario, il GOP,….
6 agosto 2019- AGOT esprime alla Collega Anna Puliafito tutta la partecipe solidarietà dei suoi iscritti, Giudici onorari di Tribunale come Lei, per il criminale tentativo di attentare alla sua vita posto in essere qualche giorno fa da uno squilibrato nei pressi del Tribunale di Civitavecchia. Con il comunicato di solidarietà, AGOT ha anche richiesto che il Ministero adempia al suo dovere di dotarci di un tesserino di riconoscimento e della abilitazione al porto d’armi e lo ha indirizzato alle Istituzioni che ci governano.
5 agosto 2019 – AGOT, dopo l’adesione sostanziale al documento “Non possiamo più tacere” e a seguito della pubblicazione dello schema delle proposte di emendamento apparso sui social, specifica quelle che sono le sue proposte inderogabili ed indifferibili da trasformare in emendamenti al Ddl Bonafede. Qui il documento che le contiene.
27 giugno 2019 – AGOT ha inteso condividere sostanzialmente il contenuto del testo “NON POSSIAMO PIU’ TACERE!”, redatto e sottoscritto da moltissimi Giudici Onorari di Tribunale che trovate qui sotto.
Attesa, tuttavia, la recente costituzione e pur lasciando libera scelta ai propri associati, ha ritenuto di non aderire all’astensione dal lavoro indetta dall’ 8.7.2019 al 12.7.2019 , preferendo rivolgere una richiesta di un incontro al Ministro della Giustizia, ai Presidenti della Commissione Giustizia di Camera e Senato ed al Vice Presidente del CSM per discutere e confrontarsi sulla riforma con queste istituzioni, come da link a fondo pagina
NON POSSIAMO PIU’ TACERE
I SOTTOSCRITTI GIUDICI ONORARI DI TRIBUNALE
Condividendo le ragioni che hanno motivato l’astensione indetta dalle associazioni di categoria dall’8 al 12 luglio 2019, ed uscendo dal riserbo finora osservato per rispetto del ruolo giudicante che è loro affidato
ESPRIMONO
profondo disagio morale e materiale per le condizioni sempre più mortificanti in cui sono costretti a svolgere il proprio lavoro.
Alle doglianze che accomunano tutta la magistratura onoraria in termini di privazione di qualsiasi tutela retributiva, previdenziale ed assistenziale, si aggiungono per i GOT carenze e distorsioni specificamente legate al loro ruolo.
Pur costituendo, a detta di molti operatori della Giustizia, una risorsa “essenziale” per la giurisdizione del Paese, e pur trattando e decidendo circa 1/3 del contenzioso civile e penale dei tribunali, nel disastrato comparto della magistratura onoraria i GOT restano la categoria più vilipesa e maggiormente colpita dalla devastante riforma Orlando e dal DDL di iniziativa governativa recentemente annunciato.
Il compenso medio annuo percepito dai GOT è pari ad € 7.900,89 lordi, mentre per i VPO ascende ad € 14.013,97 lordi e per i GDP ad € 50.901,78 lordi.
Nel bilancio ministeriale, ai circa 2.200 GOT in servizio sono destinati appena € 17.318.750,88, mentre ai 1.250 GDP si attribuiscono € 63.678,126,76 e ai 1.750 VPO sono corrisposti € 25.028.950,42.
A differenza dei Vice Procuratori Onorari -istituiti con la medesima legge- ai GOT non viene in alcun modo retribuito il lavoro d’ufficio, anche quando connesso all’attività svolta in udienza, e dunque l’impegno, profuso per assumere le decisioni ed emettere decreti, ordinanze e sentenze, notoriamente gravoso ed impegnativo, è prestato a titolo gratuito.
A differenza dei Giudici di Pace (che hanno competenza sul contenzioso “minore”) i GOT non ricevono alcuna indennità fissa e non sono pagati per ogni provvedimento emesso, ma percepiscono unicamente un “gettone d’udienza” di 98,00 € lordi (mai rivalutato da circa vent’anni) che può raddoppiare dopo 5 ore di udienza. Aggiungiamo che in molti uffici il lasso di 5 ore viene calcolato addirittura escludendo le pause tra la trattazione di un fascicolo e l’altro, e quindi, in maniera a mortificante ed iniqua, conteggiando i minuti di “effettiva” udienza. Inoltre se venisse approvato il DDL presentato dal Ministro Bonafede, tale durata sarà subito portata ad 8 ore di udienza continuativa, così determinandosi, per il GOT, la sostanziale abrogazione della cd. doppia indennità. Con la riforma Orlando i GOT che per anni o per decenni hanno operato in piena autonomia giurisdizionale, contribuendo in maniera significativa al lavoro dei tribunali e allo smaltimento dell’arretrato, sono stati inseriti d’imperio negli Uffici per il Processo, a svolgere “mansioni ancillari” impartite dai magistrato ordinari, con palese stravolgimento del dettato costituzionale (art. 106, comma 2), inammissibile ed ingiustificato demansionamento, ed ulteriore imposizione di attività che allo stato non sono retribuite.
In ambito disciplinare la previsione della sola revoca, senza alcuna gradazione delle sanzioni, odiosa ed inammissibile per qualsiasi lavoratore, penalizza i GOT in misura eccezionale, essendo questi chiamati a compiti, decisioni e valutazioni di estrema delicatezza e complessità.
La sistematica mortificazione dei GOT si manifesta anche nella
liquidazione dei risibili compensi: in molti uffici l’autocertificazione
dell’interessato è ritenuta poco affidabile e si richiede la produzione
integrale di tutti i verbali di causa: è inoltre assai frequente dover
attendere anche diversi mesi per il
pagamento.
RILEVANO
che la drammatica condizione dei Giudici Onorari di Tribunale sin qui descritta appare non più procrastinabile, e si sollecita quindi il Governo, il Ministro della Giustizia, il CSM, quale organo preposto a garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, i membri del Parlamento ed i Presidenti dei tribunali, a promuovere ed attuare le modifiche legislative del caso, rappresentando che le stesse potrebbero essere adottate con massima speditezza (non oltre il 15 agosto 2019) avvalendosi della procedura di cui all’art. 3 della L. 57/2016.
Con elencazione non esaustiva, le misure più urgenti, e di cui si sollecita immediata attuazione vengono così sinteticamente esposte:
- Equiparazione del ruolo e delle funzioni di GOT e GDP, con possibilità di accedere, anche stabilmente, alle rispettive piante organiche;
- Per i GOT già in proroga, accesso all’ UPP solo su domanda e senza decurtazione del compenso;
- Entrata in vigore della opzione retributiva del cd. “fisso” da stabilirsi nella misura corrispondente ad almeno € 36.000,00 netti annui, con imponibile fiscale e previdenziale limitato al 60% del compenso corrisposto;
- definizione dei 3 “impegni” settimanali nel senso di ricomprendervi una udienza settimanale nonché le attività connesse, propedeutiche e consequenziali, alla sua proficua celebrazione;
- Proroga nelle funzioni dei magistrati onorari del transitorio fino al compimento dei 70 anni di età, previe verifiche quadriennali di professionalità;
- Introduzione della gradazione delle sanzioni;
- Previsione di adeguate tutele assistenziali in caso di maternità/paternità, malattia, disabilità;
- Possibilità di chiedere annualmente il trasferimento della sede di servizio, compatibilmente con la disponibilità espressa dall’ufficio di destinazione, da verificarsi anche con istituendo bollettino nazionale delle sedi di Tribunale e digli Uffici di GDP vacanti e/o disponibili;
- In relazione all’ opzione del cottimo: adeguamento ISTAT dell’emolumento attuale; raddoppio del gettone d’udienza con eliminazione della cd. doppia indennità (causa di superlavoro per le cancellerie e di contenzioso) o in alternativa conferma della durata di 5 ore per la maturazione del secondo emolumento; previsione di un barème di retribuzione dei provvedimenti emessi dai GOT che prestano attività in Tribunale, in analogia con quanto già previsto per i GDP;
- Previsione di un titolo preferenziale nei concorsi pubblici a favore di chi abbia svolto per almeno un triennio attività di magistrato onorario.
In assenza di concreti e rapidi riscontri normativi, le criticità evidenziate determineranno una inevitabile diminuzione quantitativa della produttività che finora, con enorme sacrificio personale, i GOT hanno assicurato alla Giustizia italiana.
Infatti al netto delle imposte, dei contributi previdenziali a carico del lavoratore, delle spese di trasporto e di vitto non rimborsabili, il “gettone d’udienza” -unico compenso previsto per i GOT- si riduce a malapena a 50,00€ netti.
Con un emolumento tanto esiguo ed indecoroso sarà inevitabile ridurre la durata media delle udienze e il numero dei procedimenti trattati, con correlativa diminuzione dei provvedimenti emessi, ferma restando la qualità e l’accuratezza che i GOT continueranno ad offrire.
Per i Giudici Onorari di Tribunale che sottoscrivono il presente documento, e per i colleghi che vorranno condividerne la prospettazione e le conclusioni, si renderà necessario rinvenire occupazioni complementari che assicurino la dignitosa sussistenza propria e dei familiari, certamente non garantita dalle somme che il Ministero della Giustizia riserva ai GOT, inferiori persino al cd. “reddito di cittadinanza”.
